Vaccini e cura postpolio: un dovere, un impegno

Un impegno concreto e costante quello del Presidente della Fondazione, Tonino Boccadamo, espressosi chiaramente a favore della importanza della vaccinazione, a partire dall’infanzia,  in un tempo in cui si cerca di negarle o quantomeno metterne in discussione l’efficacia. Un impegno che nasce dalla sua esperienza personale – la poliomelite contratta da bambino per un ritardo nella somministrazione del vaccino – raccontata brevemente sui media locali e nazionali (Mattino Cinque) e in occasione del 60esimo Congresso Distrettuale Rotary 2080, dinanzi al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

“La mia vita – ha affermato Boccadamo –  è legata fortemente ad un vaccino non arrivato in tempo e oggi sono quasi sorpreso di quanto sia animato il dibattito sull’obbligatorietà delle vaccinazioni. Un dibattito che, per ovvie ragioni, mi vede coinvolto in prima persona e sul quale la mia posizione è totalmente a favore delle vaccinazioni. Oggi però, ripercorrendo la mia storia personale, vorrei focalizzare l’attenzione su un altro aspetto che, fino ad ora, non mi pare sia stato messo a fuoco nelle varie discussioni che si sono innescate sul tema dei vaccini. Ovvero, la disabilità che spesso fa seguito ad un mancato vaccino. In Italia, per esempio, vivono più di 70.000 persone con postumi di poliomielite, una malattia grave debellata in gran parte del mondo grazie al vaccino, una malattia che ha segnato però decenni di vero e proprio “terrore” anche nel nostro Paese, per gli esiti letali e per le paralisi che produceva soprattutto sui bambini”. Il Commendatore ha messo in evidenza anche la cosiddetta sindrome post-polio: ricadute anche gravi che si innescano sugli organismi già provati delle persone colpite da polio.

“È essenziale comprendere che un grave peggioramento dell’invalidità incombe su tutti i poliomielitici non solo per effetto della sindrome, ma per il processo di invecchiamento che nel nostro caso è particolarmente problematico, mentre i medici non riconoscono o non conoscono più questa nostra patologia, mentre le istituzioni non ci permettono neppure di fare ginnastica o nuoto se non a pagamento, come se non fosse invece proprio il nostro diritto alla salute ad essere compromesso da questa lacuna normativa. Purtroppo, dunque, disabilità e poliomielite sono termini ancora intimamente connessi, nei cui confronti è essenziale una conoscenza e un intervento legislativo che prenda seriamente in carico questa nostra situazione”.  La speranza auspicata è quella che si lavori nella giusta direzione di sensibilizzazione, prevenzione – come nella campagna ENDPOLIONOW della Rotary Foundation –  e cura postpolio. Ce lo auguriamo.

About the Author

Leave a Reply

*

captcha *